Qualche chicca scolastica
Mio fratello andrà in gita a Roma con la scuola, e quel genio della prof di italiano e latino che ha, sta facendo preparare tutta la classe su il brano della congiura contro Cesare da recitare davanti al Colosseo, in latino ovviamente.
Cosa non darei per assistere allo spettacolo!!
Da amante della lingua e cultura classica, trovo sia davvero una genialata, oltre che un'occasione per sbellicarmi dal ridere, nel vedere 'sti babbi milanesi cimentarsi in versi latini di fronte all'allibito romanaccio di passaggio...
Ma l'episodio mi ha fatto tornare alla mente le mie gite scolastiche, i famosi viaggi d'istruzione, in cui mi sono davvero ammazzata dal ridere. Sono uno di quei ricordi che periodicamente tornano a rallegrarmi e credo che li menzionerò anche da vecchietta.
Non sono certa di che anni fossero, eravamo in quarta e quinta superiore, anzi per la precisione in seconda e terza liceo, visto il percorso di studi.
In seconda andammo in settimana bianca in Trentino, in un residence con la piscina che si affacciava sulla neve.
Una settimana fantastica, in cui ho messo per la prima volta gli sci dimostrando le mie doti sportive e facendomi promuovere al corso intermedio.
In cui abbiamo bevuto grappa al mirtillo con panna montata per scaldarci dal freddo tra una pista e l'altra; cappuccino caldo la notte insieme alla mia compagna di lettone Valevale, che poi ci ha lasciato insonni fino al mattino.
Ho mostrato il mio acidume perenne durante una gita in slittino, in cui, sempre con la Vale, non riuscivamo a scendere lungo la pista e imprecavamo contro tutti gli altri compagni di classe sciatori (Il Superuomo per primo!) che ci avevano abbandonato.
Ho fatto impazzire Marco Il Campione di Sci per prendere lo skilift (non so bene come si scriva), da sola non ne volevo sapere, per cui lui sciatore provetto, mi accompagnava e alla fine si è guadagnato un volo perchè io mi sono sganciata troppo presto.
Ho fatto una figura di ... al telefono con una prof che si fingeva una nostra compagna di classe, dandole indicazioni sul programma per la serata dopo il coprifuoco.
Ho superato me stessa arrampicandomi su parete naturale, mentre a terra si cantava Wind of Change con la chitarra della Chiaretta.
L'anno seguente ci portarono a Parigi, accompagnati addirittura da Prof. Pancino da Accarezzare o Ascella Pezzata, il nostro amato insegnante di italiano e vicepreside, di cui rimane negli annali il giro sulla giostra dei cavalli davanti al Sacro Cuore, al grido di Ronzinante!!!
Anche qui i ricordi si sprecano: già dal viaggio in treno con cuccette a sei in cui ho dormito sempre con Valevale nella stessa brandina (non sappiamo neanche noi come!!); dalle nottate tutti in una stanza con lotta dei cuscini, al risveglio nel lettone con il Superuomo, la Zia nel lettino e la Gaietta ancora in fase - non voglio dormire con nessuno - nell'altro.
Il giro in battello sulla Senna, da cui sono scesa con i capelli cotonati dal vento.
La corsa giù dalle scale della Tour Eiffel.
Il Gyros mangiato al quartiere latino.
Il pomeriggio libero trascorso a Bellevillle, il quartiere arabo di Parigi, perchè in quel periodo avevamo la fissa di Pennac e della saga Malaussene.
La serata nel locale latino a ballare La Bomba.
Le foto tutti abbracciati, perchè quello sarebbe stato l'ultimo anno insieme, le promesse di ritornarci e ritrovarci intorno al tavolo di quel ristorantino in mezzo ai pittori.
E poi è arrivata la maturità, le nostre strade si sono divise, i nostri ricordi cristallizzati a quei giorni. Con qualcuno ci si vede, ed è bello condividere insieme quei momenti. Ma con la maggior parte della ex - Terza D ci siamo salutati il giorno del diploma, senza neanche una pizzata.
Adesso è il momento di rivederci tutti. Lo zoccolo duro della classe ha deciso di organizzare una rimpatriata...l'importante è crederci, ce la faremo!!!!
Vale

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